21 Novembre 2008

Apologia delle buone occasioni.

Una volta tanto mi vedo “costretto” a parlare di qualcosa in maniera (moderatamente) lusinghiera. Il fatto risulta ancora più incredibile qualora si prenda in considerazione l’oggetto dei miei elogi. Questo è il network televisivo contro cui mi ero scagliato in un post di alcuni mesi fa: MTV. Strano a dirsi, ma è così. Certo, il mio giudizio sul malsano sistema di valori di cui il canale musicale è un fedele alfiere rimane fortemente negativo, ma ho il coraggio e l’umiltà di riconoscere che l’ “intestino mediatico” è stato capace di creare una apprezzabile iniziativa politica.

Pochi giorni fa mi sono imbattuto in una pubblicità che mi ha incuriosito. I ritmi convulsi della voce fuori campo e le immagine sconclusionate non mi hanno impedito di coglierne il senso. Molto sinteticamente: attraverso un sondaggio su internet, i giovani spettatori della rete possono scegliere un macrotema intorno al quale, in un secondo momento, scrivere collettivamente una proposta di legge. Questa, poi, seguirebbe tutto l’iter previsto per una tale forma di democrazia diretta (raccolta di firme, presentazione alle Camere) fino ad una eventuale discussione in Parlamento.
Occasione da non perdere. Il perché è semplice: finalmente ci troviamo davanti ad una proposta politica, rivolta ai ragazzi e promossa da un importante soggetto, che presenta una marcata concretezza. Spesso, purtroppo,i momenti di confronto e dibattito tra giovani sono fine a sé stessi; si riducono a patetiche “mostre mercato” di ragazzini che “la sanno lunga sul mondo”: una ridicola accozzaglia di piccoli “geni” che danno fiato alle loro vie respiratorie, parlandosi sopra e cercando a tutti i costi la frase ad effetto, il colpo di genio, finendo per dare vita alla più penosa delle gare “a chi urla di più”. Mi dispiace dirlo, ma non sto inventando niente. Anche io mi sono ritrovato, mio malgrado, a prendere parte ad uno di questi eventi catastrofici. Nel caso particolare, si trattava di una sorta di simulazione delle attività del Parlamento Europeo, aperta a una serie di scuole superiori, in cui i partecipanti discutevano animatamente per l’approvazione di fittizie proposte di legge, che avrebbero seguito un percorso più semplice e diretto di quelle vere, un percorso che le avrebbe portate dritte dritte dentro al cestino della spazzatura. Gratificante, no?
Nel caso della “legge MTV”, le discussioni tra gli internauti saranno guidate da uno studio legale. Questo mi fa ben sperare: c’è la concreta possibilità che il confronto non si riduca ad un volgare turpiloquio o al solito sfoggio di sagacia, intelligenza ed erudizione, qualità molto difficili da dimostrare. L’importante, in questo come in tutti i contesti che presuppongano un dibattito (sia reale che virtuale), è non mettersi a cavillare su ogni singola stronzata e, cosa ugualmente importante, non trasformare il confronto in una questione personale, cimentandosi in sterili attacchi al “nemico” che, prendendo il posto delle legittime critiche ad un concetto, portano la discussione a livelli infimi, al pari delle trasmissioni di Maria De Filippi (o simili). Anche riguardo le critiche, secondo me, c’è da fare qualche appunto. Io credo che queste siano accettabili nella misura in cui siano costruttive, nella misura in cui si pongano sì come un’antitesi, ma rivolta alla ricerca di una sintesi. Sembra banale ciò che sto scrivendo, ma non lo è. Mi capita, sempre meno spesso (per scelta consapevole), di navigare nei siti internet di alcuni partiti o movimenti politici. Bene, i settori dedicati ai commenti degli elettori-visitatori mi mettono addosso una tristezza senza pari. Il normale dialogo diventa una contrapposizione irriducibile, il linguaggio rispettoso lascia il posto all’espressione saccente, lo “scopo del gioco” non è l’accordo tra le parti, ma la sopraffazione del “meno intelligente”. Lo sconforto viene dal fatto che, almeno all’interno di uno stesso soggetto, ci dovrebbe essere una comunanza di fondo tra i simpatizzanti; questa, però, è completamente soffocata dal narcisismo dei singoli, sempre meno disposti a fare gruppo. Non dico che questo significhi annullare il proprio pensiero, sarebbe stupido anche solo pensarlo: vuol dire, molto semplicemente, avere la capacità e la maturità di venirsi incontro, consapevoli del legame che esiste, di base, tra gli appartenenti alla stessa organizzazione.

Tornando a MTV, credo sia giusto far notare quelli che secondo me sono gli errori di fondo di questa (pur lodevole) iniziativa. Innanzitutto, si pecca abbastanza di banalità. Gli slogan (sia nella pubblicità televisiva, sia sul sito) sono ritornelli sentiti miliardi di volte, parole dal falso sapore rivoluzionario, buone solo a far presa sulla pletora di ragazzini finti-impegnati, le cui capacità di analisi sono a dir poco carenti. Slogan vaghi, qualunquisti, poco incisivi e poco credibili. Spesso, dietro parole d’ordine di questo genere, si nascondono colossali fregature ai danni di inconsapevoli e ben intenzionati giovinastri inesperti (ho avuto modo di sperimentare questa situazione in altri contesti). Spero (e ne sono anche abbastanza fiducioso) che non si verifichi lo stesso problema anche nel caso di specie.
Secondo (e, per ora, ultimo) punto a sfavore è la tendenza a pensare che tutti i giovani abbiano la stessa testa. Questo falso mito porta a ridurre il dibattito politico ad uno sterile conflitto generazionale, che al giorno d’oggi ha perso di significato (o meglio: ha cambiato completamente forma). Credo che sia anche una forma di non rispetto nei confronti dei ragazzi. Si tende a svalutare i loro sentimenti, gli ideali, le proposte, le pulsioni; a separare e ghettizzare seguendo solo criteri anagrafici, non tenendo in alcun conto i percorsi personali e la capacità di assorbire un’idea generale e rielaborarla secondo la propria sensibilità. E’ per questo che vedo come una cosa molto difficile la stesura definitiva della proposta di legge. Difficile, ma non impossibile.

Detto ciò (stavolta penso di essermi un po’ dilungato), non mi resta che lasciare il link nella apposita sezione del mio blog e rimettere il giudizio nelle mani dei lettori.

4 commenti

  • Sallybowles

    nessuna proposta

    Il post è molto interessante, l'iniziativa pure.

    Solo un paio di cose non mi convincono:

    la prima è che -guardacaso- questa bella idea cavalca la tendenza del momento che vede i ragazzi più interessati del solito dalla politica. quando si chiuderà il sipario sull'onda ci sarà ancora spazio per iniziative simili? spero di sì, temo di no.

    In secondo luogo debbo dire che per quanto apprezzabile sia un'iniziativa simile, non fa altro che evidenziare tristemente quanta poca voce in capitolo abbiano in generale i "giovani" in un paese dove sono di fatto esclusi dal potere. Ben venga la proposta di legge di iniziativa popolare ma un caso isolato di questo tipo finisce per aumentare la percezione della propria partecipazione politica (per di più per l'ennesima volta permessa dalla tv, sempre più sostituta dei partiti e di qualsiasi altra istituzione politica), che è invece di fatto praticamente ridotta al mero esercizio del diritto di voto.

    ciao e scusa se sono stata prolissa!
    Scritto il: 21/11/2008 12:47:29
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